Nel raccontare la mia esperienza a Zurigo, da qualche parte, devo aver detto che è “una città che ti vive addosso”. Se non proprio così, il senso è comunque quello.
Ti rimane. Poi parenti ti chiedono, ci vogliono andare, qualche famigliare ti fa cercare alberghi (perché su internet trovi prezzi più bassi). Non è che c’è tanto da cercare, basta rivolgersi agli amici che mi hanno condotto per la capitale svizzera.
Amici e ZurigoTurismo. Si, perché alla fine chiedi di loro, promuovi il loro sito e ti vanti di sapere quello che ti hanno insegnato su quella città neanche fossi un frontaliere, Milano Zurigo, Zurigo Milano dal lunedì al venerdì.
Ti sembra di compiere un percorso. Confronti quella realtà con il tuo vissuto, con le altre città, con le future mete. Insomma, ormai lo sai, perché dimenticarlo.
Ma il percorso non finisce ancora. Ti offrono un’altra possibilità. Nel promuovere il loro programma di musica classica, che a Zurigo ci sta non so perché (ma suona bene come il concerto di capodanno a Vienna) ZurigoTurismo ha pensato bene di presenziare qualche concerto qui a Milano.
Un’amica è stata a sentire Schubert e Bhrams e ne ha parlato qui. A me e ad altri amici, è “toccato” il Requiem di Verdi. Non è un concerto facile. Coro, orchestra, quattro solisti. Alcuni passaggi dell’opera sono anche famosi. Addirittura, oltre la sacralità dell’espressione natia della composizione, credo che qualcosa sia stato utilizzato in tv, abbinato ad uno spot.
Dal vivo, un concerto classico, un coro, un quartetto o quello che volete, possiede un sapore non replicabile; vi sono aspetti che ne esaltano costruzione e realizzazione. Oltre all’acustica, oltre l’attenzione del pubblico. Il primo è la fisicità dei gesti della suonata. I movimenti, duri, coordinati, veloci, morbidi, precisi si intrecciano con le pause, con i respiri, con la fatica di un’ora di grande musica. Si sentono le corde pizzicate, le schiene tese, si percepisce la concentrazione nel seguire il pentagramma e il veloce agitarsi imperativo del direttore d’orchestra. E nel vivere quell’emozione, oltre ad ascoltare la musica, non si può evitare di pensare alla maestosità di armonia e la complessità di mettere insieme così tanti suoni, così tanti gesti, così tante teste. Venerdì sera, sul palco, si stringevano non meno di 60 persone. Tutte li, tutte insieme, per te. E una sola persona, le ha studiate così bene, le ha pensate così adeguatamente che nessuno si sarebbe mai allontanato da li. Non una sola nota sarebbe sfuggita.
Ed è per questo che gli applausi del pubblico hanno richiamato sul palco orchestra, coro, solisti, direttori, per ben tre volte, oltre l’ultimo suono.
Nessun bis ma tanta soddisfazione tra gli esperti. Non posso evitare di ringraziare ancora gli amici di Zt e chi pazientemente lavora con e per loro. La prossima volta, a pensarmi “li da voi”, si potrebbe immaginare di essere appena usciti dalla Opernhaus Zurich.












![Barfussbar (in the Frauenbadi [women’s swimming pool])
Address: Stadthausquai, 8001 Zürich, Tel. +41 (0)44 211 95 92 Fax +41 (0)44 211 95 92, info@barfussbar.ch, www.barfussbar.ch
Gli uomini possono entrare al Frauenbadi solo di sera. Nel Barfussbar puoi bere un drink ghiacciato in un’atmosfera speciale, che profuma ancora dei corpi di donne che hanno preso il sole tutto il giorno. Nota: devi lasciare le scarpe e all’ingresso. Il pavimento del Barfussbar, letteralmente lo Scalzo Bar, è piacevolmente camminabile.
e noi c’eravamo! e loro no! :-P
Open hours: Mon/Tue closed, Wed/Thu 8.30pm-midnight, Fri/Sat closed, Sun 8.30pm-midnight, open from 20 May to mid-Sept. In good weather](http://8.media.tumblr.com/VJIgItkRnql2ebs0PXb05BhDo1_r1_400.jpg)








