Zurigo sulle note di Verdi

by foxarts November 6, 2009

Nel raccontare la mia esperienza a Zurigo, da qualche parte, devo aver detto che è “una città che ti vive addosso”. Se non proprio così, il senso è comunque quello.

Ti rimane. Poi parenti ti chiedono, ci vogliono andare, qualche famigliare ti fa cercare alberghi (perché su internet trovi prezzi più bassi). Non è che c’è tanto da cercare, basta rivolgersi agli amici che mi hanno condotto per la capitale svizzera.

Amici e ZurigoTurismo. Si, perché alla fine chiedi di loro, promuovi il loro sito e ti vanti di sapere quello che ti hanno insegnato su quella città neanche fossi un frontaliere, Milano Zurigo, Zurigo Milano dal lunedì al venerdì.

Ti sembra di compiere un percorso. Confronti quella realtà con il tuo vissuto, con le altre città, con le future mete. Insomma, ormai lo sai, perché dimenticarlo.

Ma il percorso non finisce ancora. Ti offrono un’altra possibilità. Nel promuovere il loro programma di musica classica, che a Zurigo ci sta non so perché (ma suona bene come il concerto di capodanno a Vienna) ZurigoTurismo ha pensato bene di presenziare qualche concerto qui a Milano.

Un’amica è stata a sentire Schubert e Bhrams e ne ha parlato qui. A me e ad altri amici, è “toccato” il Requiem di Verdi. Non è un concerto facile. Coro, orchestra, quattro solisti. Alcuni passaggi dell’opera sono anche famosi. Addirittura, oltre la sacralità dell’espressione natia della composizione, credo che qualcosa sia stato utilizzato in tv, abbinato ad uno spot.

Dal vivo, un concerto classico, un coro, un quartetto o quello che volete, possiede un sapore non replicabile; vi sono aspetti che ne esaltano costruzione e realizzazione. Oltre all’acustica, oltre l’attenzione del pubblico. Il primo è la fisicità dei gesti della suonata. I movimenti, duri, coordinati, veloci, morbidi, precisi si intrecciano con le pause, con i respiri, con la fatica di un’ora di grande musica. Si sentono le corde pizzicate, le schiene tese, si percepisce la concentrazione nel seguire il pentagramma e il veloce agitarsi imperativo del direttore d’orchestra. E nel vivere quell’emozione, oltre ad ascoltare la musica, non si può evitare di pensare alla maestosità di armonia e la complessità di mettere insieme così tanti suoni, così tanti gesti, così tante teste. Venerdì sera, sul palco, si stringevano non meno di 60 persone. Tutte li, tutte insieme, per te. E una sola persona, le ha studiate così bene, le ha pensate così adeguatamente che nessuno si sarebbe mai allontanato da li. Non una sola nota sarebbe sfuggita.

Ed è per questo che gli applausi del pubblico hanno richiamato sul palco orchestra, coro, solisti, direttori, per ben tre volte, oltre l’ultimo suono.

Nessun bis ma tanta soddisfazione tra gli esperti. Non posso evitare di ringraziare ancora gli amici di Zt e chi pazientemente lavora con e per loro. La prossima volta, a pensarmi “li da voi”, si potrebbe immaginare di essere appena usciti dalla Opernhaus Zurich.

Dicono di noi #1

Il nostro viaggio alla scoperta della Zurigo lowcost non poteva non attirare l’attenzione dei più attenti tra i blogger che seguono il settore turismo, in particolare legato al web2.0.

E allora noi salutiamo e ringraziamo Miro di Nomadistanziali, Michela di City Web Tourist e Federica di Viaggi lowcost per i loro post. I loro blog segnateveli e visitateli, perché sono una miniera di informazioni e suggestioni per chi ama viaggiare e scoprire e assaggiare luoghi e città.

Un saluto e un megasorriso anche a Diana del blog Sposare uno svizzero che ci segue proprio dalla Svizzera e che ha raccontato di noi in questo post.

Grazie a tutte! Siamo certi che non mancheranno altre occasioni di attirare la vostra curiosità.

Due giorni a Zurigo con 150 €: ecco i nostri conti

by zioburp August 4, 2009

La notizia è molto semplice: esiste una Zurigo lowcost. È accogliente, interessante, viva, a portata di mano e di tasca. Guidati dai consigli di Zurigoturismo, noi l’abbiamo scoperta ed esplorata. In questo blog trovate sparse qua e là, emozioni, itinerari, immagini, consigli. In questo post mettiamo i conti: quanto poco abbiamo speso e come abbiamo fatto a cavarcela con soli 150 € a testa, viaggio e pernottamento compresi, sì avete letto bene. Per comodità traduciamo tutti i prezzi in € e invece di scomodi decimali approssimiamo all’avverbio “circa”.

Biglietto a/r Milano – Zurigo: 38 € con Cisalpino, tariffa lowcost.

Appena arrivati abbiamo lasciato il bagaglio in stazione centrale. Comodi box automatici, inserisci la monetina e ti porti via la chiave bello sereno. Quelli più grandi costano 6 € e noi siamo riusciti a metterci i bagagli di tre persone!
Deposito bagagli automatico 6 €.

Per girare ovunque gratis su tutti i mezzi, per entrare in molti musei e molto altro ancora, indispensabile la Zurich Card. Si acquista direttamente in Stazione, ufficio turistico.
La nostra Zurich Card, quella per 24 h, costa solo 10 €.

Pranzo a Les Halles a Zurich West: è un ex officina della Peugeot, arredata in modo strambo e creativo. Un piatto unico (es. tartare con patate) e una birra ti costano attorno a 15 €. E se c’è il sole stai all’aperto.

Cena sul lago, al Citybeach. Qui sui divanetti del privè (ma per averli… basta prenotare), quelli proprio accanto alla banchina, in mezzo a un sacco di zurighesi - ed era solo un martedì sera (chissà che vita nel week-end) - ci siamo goduti uno zuri-tramonto di quelli notevoli. Qui vista la bellezza del posto - guardatevi le foto sul sito - ed essendo la nostra zuri-cena, ci siamo persino un po’ viziati: piatto unico più birra attorno ai 22 €.

Dopo cena ci facciamo un drink? Ovvio. E ce ne andiamo al Rimini bar, che di giorno è uno stabilimento balneare sul fiume, riservato ai soli uomini. Alla sera attorno alla sua piscina, a bere qualcosa tra divani e cuscini, siamo davvero in tanti, ma il posto resta molto accogliente e vivibile.
Qui i cocktail (bicchiere picoclo) costano 7-8 €. Zuri-brindisi

Per dormire abbiamo scelto l’easyhotel, a due passi dalla stazione. Spartano quanto un volo no frills ma pulito, comodo e funzionale. Altre soluzioni per pernottare lowcost a Zurigo le trovi qui. Noi abbiamo speso, in camera doppia, circa 35 € a notte.

Colazione all’Aloha bar, a due passi dall’albergo e decisamente a buon mercato. Circa 5 € per una colazione abbondante, considerando tre brioche a testa (che poi se le sia mangiate praticamente tutte Oriella questo resta un nostro segreto e non lo scriverò. Ops!)

Il pranzo del secondo giorno invece l’abbiamo fatto al fiume. Il sole era troppo invitante, l’acqua troppo fresca. Mentre Luca faceva il bagno, noi si pranzava con circa 8 € a testa. Qui si risparmia un po’ sulle bevande perché è uno dei pochi posti a Zurigo che usa servire in tavola l’acqua “pubblica”, quella del rubinetto per intenderci.

Prima di partire siamo passati alla Migros della Stazione centrale per fare due provviste per il viaggio. Panino da asporto e mezza di acqua, 4 € a testa.

Quindi tirando le somme per due giorni a Zurigo, viaggio e pernottamento incluso abbiamo speso la “bellezza” di 151 €.

E anche aggiungendo quei piccoli extra che qualcuno si è concesso, restiamo su costi molto, ma molto contenuti: uno Starbucks per riposare e twittare wi-fi; il Frauenbad che le nostre compagne di viaggio ci tenevano a provare (ecco le loro voci); un caffè espresso (2,3 € però un caffè vero!) al Baretto della Stazione centrale; un mega hamburger notturno piccante quanto il quartiere che gli stava intorno (8 €).

by kika13 August 3, 2009

Zurigo sull’acqua.

Zurigo fresca, ampia, luminosa.

by kika13 August 2, 2009
8 agosto 2008 a Zurigo non perdetevi la StreetParade
La StreetParade si ripete ormai da 18 anni a Zurigo, ed è uno dei più importanti eventi  per la città.
È una giornata di festa, che allarga i suoi tentacoli glitterati su tutto il fine settimana, dal venerdì sera al lunedì seguente. Sì, perché quest’anno si festeggia l’8 agosto, e noi non vogliamo mancare!
Una festa di quelle belle, dove tutti hanno un pensiero comune: il divertimento. Che per Zurigo è ben delineato. E diciamolo: forse Zurigo ha trovato la formula per far divertire la gente senza proibire chissà che. Il rispetto, prima di tutto, per la città in cui si fa festa, e per la gente che la ama e la vive.
Quelli che da sempre partecipano a questa festa e alla sua organizzazione coltivano il sogno di “realizzare con la Street Parade eventi unici nel loro genere, il sogno di permettere alle persone di ballare pacificamente, senza violenze, ai ritmi della musica elettronica, di crescere intorno ai valori di pace, gioia, generosità e tolleranza”. Sì, Zurigo oltre a essere bella di suo, è pregna di uno spirito positivo. Io, fossi in voi, non mi perderei un evento del genere. Ovviamente io mi porterei a casa un mucchio di foto. E voi? “Avere un sogno significa avere forza, speranza, la possibilità di cambiare sia il presente che il futuro. STILL HAVE A DREAM è pertanto un invito a credere nel futuro e a lavorare per plasmarlo.”Dove e quando?Utoquai, nel quartiere Seefeld
Sabato 8 agosto 2009, a partire dalle h13.00.
Da venerdi sera però, e fino alla mattina del lunedi seguente, un centinaio di party animeranno le notti a Zurigo e dintorni.StreetParade 2009Foto della StreetParade 2008 su Flickr

8 agosto 2008 a Zurigo non perdetevi la StreetParade

La StreetParade si ripete ormai da 18 anni a Zurigo, ed è uno dei più importanti eventi  per la città.

È una giornata di festa, che allarga i suoi tentacoli glitterati su tutto il fine settimana, dal venerdì sera al lunedì seguente. Sì, perché quest’anno si festeggia l’8 agosto, e noi non vogliamo mancare!

Una festa di quelle belle, dove tutti hanno un pensiero comune: il divertimento. Che per Zurigo è ben delineato. E diciamolo: forse Zurigo ha trovato la formula per far divertire la gente senza proibire chissà che. Il rispetto, prima di tutto, per la città in cui si fa festa, e per la gente che la ama e la vive.

Quelli che da sempre partecipano a questa festa e alla sua organizzazione coltivano il sogno di “realizzare con la Street Parade eventi unici nel loro genere, il sogno di permettere alle persone di ballare pacificamente, senza violenze, ai ritmi della musica elettronica, di crescere intorno ai valori di pace, gioia, generosità e tolleranza”.

Sì, Zurigo oltre a essere bella di suo, è pregna di uno spirito positivo.

Io, fossi in voi, non mi perderei un evento del genere. Ovviamente io mi porterei a casa un mucchio di foto. E voi?

Avere un sogno significa avere forza, speranza, la possibilità di cambiare sia il presente che il futuro. STILL HAVE A DREAM è pertanto un invito a credere nel futuro e a lavorare per plasmarlo.

Dove e quando?

Utoquai, nel quartiere Seefeld

Sabato 8 agosto 2009, a partire dalle h13.00.

Da venerdi sera però, e fino alla mattina del lunedi seguente, un centinaio di party animeranno le notti a Zurigo e dintorni.

StreetParade 2009

Foto della StreetParade 2008 su Flickr

frauenbad, il bagno delle donne

by roiability August 1, 2009

Moltissimi anni fa sulle due sponde del lago giacevano fazioni opposte:

Da un lato le monache del convento della Fraumunsterkirche.

Dall’altro i rabbini di fede ebraica.

Vestigia di questo passato sono ancora tangibili nella città diurna e serale: sul lato orientale del Lago si trova il FrauenBad, che di sera si trasforma in BarFussBad; sull’altro c’è il MennerBad che diventa locale gay nelle ore notturne.

Io e la Kika abbiamo voluto, in extremis, lanciarci nell’esperienza di un bagno nel Lago.

E perchè non farlo provando l’esperienza del più antico e speciale bagno Zurighese?

Insomma: abbiamo preso e ce ne siamo andate noi donnine a provare questa cosa strana del bagno nel lago in una struttura chiusa. Ma che roba è?

E’ una cosa che sembra difficile da capire. Dentro o fuori? Bel paradosso architettonico, uno spazio aperto ma chiuso alla visione esterna eppure colmo di acqua di lago.

Sei franchi, l’aiuto a una donna con passeggino intenta a scendere gli scalini d’ingresso, e siamo pronte.

Si entra, e l’eccitazione è palpabile.

E’ tutto perfetto: il legno, le tendine bianche e blu, la folla, il sole, la cortesia svizzera.

Evitiamo il precario ponticello che raccorda l’ingresso alla parte “balneabile” e circumnavighiamo, guardandoci intorno. Poi ci infiliamo tra un asciugamano e l’altro, il bagno è gremito! Poggiamo giusto le cose, il tempo di sfilarci i vestiti: il nostro treno parte tra poco, l’obiettivo chiaro è fare il bagno!

Mille e una esitazione sulla scaletta che scende verso la “piscina”: difficile descrivere un luogo chiuso eppure comunicante con il lago in maniera così libera e non filtrata. Difficile quasi quanto abbandonarsi a quell’acqua gelida (altroché gli auspicati 22 gradi!)

Ci tuffiamo, libere, i capelli sciolti, il fiato prima bloccato e poi rinato e rinvigorito come le membra da quell’acqua fresca. Poi appiediamo, si tocca, e si tocca qualcosa di piacevole: è ancora legno, doghe come quelle soprastanti pavimentano il fondo di questa anomala “piscina” così da aumentarne il comfort. Ci sono due corsie, per chi vuole nuotare seriamente, ma oggi quasi nessuno sembra farlo, il clima chiama relax. Ci guardiamo intorno, scorgiamo una meraviglia. Non solo questo posto è pieno di donne di ogni genere e sorta, totalmente serene e a proprio agio. Non solo ci si può fare il bagno nell’acqua del lago con tutti i comfort della piscina. Non solo il bar interno offre vivande nutrienti e salutari. What is more, c’è una biblioteca. Uno scaffale di libri, di ogni genere, ad uso delle bagnanti Così ci si può fare un tranquillo bagno in topless nel centro della città ( il bagno è a pochi passi dalla Chiesa che custodisce le vetrate decorate da Chagall), godere del sole e del cibo e leggere.

Senza parole.

by kika13 August 1, 2009

Vecchio e nuovo danno origine a una sorprendente contaminazione nel ristorante Gnüsserei, che volontariamente gioca anche con le parole mescolando gnùss - godere - con gusserei - fonderia -.

Ogni pezzo dell’arredamento testimonia la storia del luogo, senza snaturarne l’identità: dal grande forno, perno di tutta la sala da pranzo, alle bocche delle fornaci incorniciate alle pareti come opere d’arte…fino ai menù realizzati in ferro. (n.rd.r. secono me sono in ghisa)

Il nuovo è plasmato dalle menti creative della città recuperando l’eredità industriale del quartiere.

by kika13 July 31, 2009
Barfussbar (in the Frauenbadi [women’s    swimming pool]) 

Address: Stadthausquai, 8001 Zürich,    Tel. +41 (0)44 211 95 92  Fax +41 (0)44 211 95 92, info@barfussbar.ch, www.barfussbar.ch
Gli uomini possono entrare al Frauenbadi solo di sera. Nel Barfussbar puoi bere un drink ghiacciato in un’atmosfera speciale, che profuma ancora dei corpi di donne che hanno preso il sole tutto il giorno. Nota: devi lasciare le scarpe e all’ingresso. Il pavimento del Barfussbar, letteralmente lo Scalzo Bar, è piacevolmente camminabile.
e noi c’eravamo! e loro no! :-P
Open hours: Mon/Tue closed, Wed/Thu    8.30pm-midnight, Fri/Sat closed,  Sun 8.30pm-midnight, open from    20 May to mid-Sept. In good weather

Barfussbar (in the Frauenbadi [women’s swimming pool]) 

Address: Stadthausquai, 8001 Zürich, Tel. +41 (0)44 211 95 92 
Fax +41 (0)44 211 95 92, info@barfussbar.ch, www.barfussbar.ch

Gli uomini possono entrare al Frauenbadi solo di sera. Nel Barfussbar puoi bere un drink ghiacciato in un’atmosfera speciale, che profuma ancora dei corpi di donne che hanno preso il sole tutto il giorno. Nota: devi lasciare le scarpe e all’ingresso. Il pavimento del Barfussbar, letteralmente lo Scalzo Bar, è piacevolmente camminabile.

e noi c’eravamo! e loro no! :-P

Open hours: Mon/Tue closed, Wed/Thu 8.30pm-midnight, Fri/Sat closed,  Sun 8.30pm-midnight, open from 20 May to mid-Sept. In good weather

Zuri-Rollt_parte seconda

by roiability July 31, 2009

La Kunsthaus (www.kunsthaus.ch) giace in una piazza intrecciata, uno snodo di direzioni e percorsi. Lo spazio antistante l’edificio è occupato da una scultura intrecciata a sua volta: quasi un omaggio al luogo.

Il parcheggio delle bici è recintato da una cancellata di legno, con una porticina socchiusa e un portico a proteggere i cicli, lascio lì la mia compagna di viaggio e mi addentro nel Museo d’Arte.

All’interno uno spazio ampio e bianco mi accoglie con le sue linee pulite e le sue didascalie inequivocabili: bagni, di qua, lockers, di là, mostra, di su.

Mi precipito di sopra: un addetto mi avverte che la borsa va lasciata negli appositi aramadietti (e dire che era scritto bello grosso!) e che la mia Zurich-Card deve essere mostrata alla Reception. Sbrigati i miei obbligi mi ritrovo con le mani libere e una spilletta (bellissima! verde, con una S bella grossa il cui significato continui ad ignorare, ma che si applica meravigliosamente) attaccata alla maglietta, che dice che sono autorizzata a varcare la soglia.

Mi addentro avida (e di fretta, manca solo mezz’ora all’appuntamento per il pranzo) nella prima sala: The Old Masters. E già una valanga di emozioni evaporano dalle tele, i rigidi ritratti gotici risuonano degli accesi colori ad olio. Scorro le tele impazzita, in fibrillazione. Era così tanto che non visitavo un museo, che non respiravo arte. 

E qui è tutta gratis! (o quasi, insomma)

Scorro le stanze in frettissima, senza perdere di vista alcune chicche: un Panini che ritrae San Pietro si una tela enorme che riporta gli uomini come formiche e la basilica in tutta la magnificenza delle sue volte a crociera; Canaletto che ritrae una indimenticabile Venezia seicentesca (nello scorcio che abbraccia Palazzo Ducale e Santa Maria della Salute) e una serie lunghissima di quadri fondamentali per la storia dell’Arte: Bocklin, un sacco di fiamminghi, tre bellissimi Van Gogh e una versione dei Covoni di Monet. Di quest’ultimo, il curatore del museo ha saputo davvero offrire il meglio. Insieme al contemporaneo e conterraneo Rodin, René Wehrli ha voluto dedicare a Monet una sala speciale. Collaterale al percorso principale, si propone come un’oasi di bellezza: due enormi tele di Monet presentano le sue amate ninfee in un ingrandimento di proporzioni insolite, e si collocano frontalmente ai due lati della stanza. A riempire l’ambiente, cinque sinuose statue di Rodin luccicano della loro nera patina e creano suggestioni uniche. Ho provato in quello spazio un vero piacere edonistico. Raccomandatissimo.

Arricchiscono la “Casa d’Arte” moltissime altre tele e opere contemporanee di natura varia, chiudo solo con l’evocazione di un grandissimo Hodler che apre alla Sezession e che ha ricordato a me alcuni disegni di Klimt e del successivo Schiele. Un mondo da scoprire.

by kika13 July 31, 2009

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Globus: Zurigo PICNIC http://www.zuerich.com/it/page.cfm/hotel_x/offertespeciali_x/zurigo_picnic_x

Zurigo Turismo e il centro commerciale Globus vi regalano un cestino da picnic colmo di delizie, effettuando una prenotazione di almeno 2 notti in hotel. Scoprite i luoghi più belli di Zurigo per fare il picnic all’aperto e concedetevi il piacere delle specialità di Globus.